Arancione: il colore dei $oldi!

Categoria: Campionato UISP 2009/2010, Primo Piano, Varie
Autore: Virus

Copio e incollo da un articolo del Corriere di oggi:

Riciclaggio, evasione, conti esteri, contrabbando e strozzinaggio: il bottino di qualche organizzazione criminale sudamericana? No, cari lettori, si tratta della scabrosa routine di una società friulana, appartenente proprio a quel ricco nordest tanto decantato nell’immaginario pubblico nazionale.

FingerRoll S.p.a., un marchio celebre nel basket che conta. Una notorietà che ha fatto gola alla dirigenza arancionera per garantirsi la credibilità necessaria a gestire un loschissimo giro d’affari. Tutto frutto della mente del Presidentissimo Fluvio? Probabilmente no. Le voci in città ci portano nei paraggi di un rinomato locale del centro, gestito dagli inavvicinabili Grosbros, meglio noti come i “Picciotti o’ caffè”.

“Mi hanno condotto a forza fino a un bancomat, ma era fuori servizio… ho dovuto camminare per ore nella notte sotto la neve finché non ne ho trovato uno funzionante!” – è il nitido ricordo di una loro fresca vittima.

“Mi hanno ordinato sedici quintali di salami, soppresse e salsicciotti… e non ho visto un euro! Ora ho la lobby dei macellai che mi insegue per tutta S.Daniele!” – ci testimonia un altro paffuto e terrorizzato tesserato.

“Mi hanno tenuto la testa ne dulce de leche per ore!”

Estorsioni, quindi, e sempre con la solita scusa: la “rata”. Una quota di denaro destinata a fondi mai veramente specificati. Chiamiamolo col suo nome allora. Un pizzo.

Come sia possibile che le forze dell’ordine nulla possano contro tali perpetrati illeciti? Niente è stato dimostrato, ma le solite voci parlano di un filo diretto con Roma, dove un uomo di comodo pare sia stato recentemente infiltrato nelle fila del commissariato.

La situazione, per i giocatori, è divenuta oramai insostenibile. C’è chi ha fiutato la situazione ed è stato allontanato (l’agente Robertino), chi è stato sequestrato e tenuto a digiuno per mesi (il Mestri), chi ha alzato bandiera bianca ed è fuggito al sud (il Cameriere).

I pochi rimasti si arrangiano come possono.

“Ho sbagliato apposta tutti i tiri durante l’ultima partita: ci rimangono solo queste forme di silenziosa ribellione!” – le parole, pesanti come macigni, di un anonimo giocatore, peraltro bellissimo.

“A me hanno chiesto solo metà della “rata”, poi mi hanno detto che avrebbero trovato altri modi per completare il pagamento… Ora volo da San Josè con sacchettini di plastica pieni di chicchi neri nello stomaco” – la testimonianza di una nuova leva.

Noi abbiamo solo provato a sollevare il lenzuolo del peccato. Ora vedremo chi avrà il coraggio di mettere a nudo la realtà.

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